Proporzione della pedivella e sviluppo delle taglie per un corretto gesto atletico

Pedemonte è l’Azienda di produzione di manufatti in fibra di carbonio ad altissimo valore tecnologico. Tutta la produzione è collocata in Italia, e precisamente a Mele in provincia di Genova, dove vi lavorano circa 10 operai ad altissima specializzazione.
La produzione artigianale di telai e componenti Pedemonte per biciclette road, off-road e a pedalata assistita possiede un grandissimo vantaggio tecnico rispetto a quella asiatica basata sulla produzione di telai monoscocca di carbonio.
In prima analisi l’artigianalità produttiva Pedemonte consente di ottenere il manufatto con caratteristiche di rigidità e leggerezza assolutamente superiori grazie alla possibilità di selezionare le migliori materie prime disponibili sul mercato. Inoltre, com’è noto, la produzione Asiatica di telai monoscocca tende a sfornare migliaia di telai  tendenzialmente indifferenziati, omogenei e a bassissimo costo unitario.
Il processo di produzione asiatica tende ad omologare le taglie dei telai al fine di contenere i costi di produzione e massimizzarne al contempo i profitti. Solitamente vengono prodotte gamme di telai con una particolare concentrazione di taglie per “accontentare” il pubblico medio Europeo, questo spiega come le taglie più proporzionate siano quelle comprese tra tubi orizzontali da 53 a 58 cm. In questi 5 centimetri sono normalmente racchiuse 3 taglie (S, M, L) e più o meno tutte le aziende ricalcano lo stesso schema nello sviluppare tali geometrie.
Alla standardizzazione dei telai si somma l’omologazione di alcuni componenti che non variano in modo proporzionale alle esigenze del ciclista utilizzatore; prima tra questi è la guarnitura; sul mercato si possono infatti trovare pedivelle da 165 a 175 mm, ma di fatto, lunghezze inferiori a 170 mm e superiori a 175 mm sono molto difficili da reperire.
In questi 5 mm di opzioni si devono accontentare ciclisti con altezza da 150 cm a 200 cm. È evidente come questa scelta obbligata sia una forzatura che impedisce, agli atleti che si allontanano dalla statura media, un corretto gesto atletico. Allontanandosi dal centro della tabella taglie e dalle guarniture offerte ci si allontana anche dalle proporzioni ottimali e iniziano contemporaneamente a complicarsi i rapporti tra le varie quote. Pedemonte esporta con successo i propri telai in molti paesi del mondo. Nel territorio Asiatico l’offerta di Pedemonte ha potuto trovare il favore del pubblico grazie alla possibilità di personalizzazione e di adeguare l’offerta di telai alle altezze medie asiatiche, anche quelle più estreme.
Il Signor Sam Huang, Distributore Ufficiale Taiwanese e Service center Pedemonte, proprietario del negozio LAB BIKE e dell’omonimo fitting center ha recentemente introdotto il concetto di selezione ottimale della lunghezza della pedivella (CRANK SCALE) per il pubblico di ciclisti con altezze inferiori ai 165 cm. In particolare Sam ha valutato negli anni come i ciclisti al di sotto dell’altezza citata hanno difficoltà a reperire telai adatti alla loro morfologia e la maggioranze della Aziende di produzione di telai in carbonio, anche nell’alta o altissima gamma, non propongono frameset con tubi orizzontali con misure inferiori ai 50/51 cm. Questo perché i telai vengono commissionati ad Aziende terziarie Cinesi, che come detto tendono ad appiattire l’offerta delle taglie dei telai.

Sam Huang ha personalmente constatato che l’offerta di telai e di pedivelle disponibili sul mercato non sono in grado di soddisfare le esigenze dei ciclisti Asiatici e di proporre un bike-fitting scientifico a causa della mancanza di pedivelle con lunghezze inferiori a 170 mm e superiori a 175 mm. Sam spiega come la maggior parte dei bike-fitting sono fatti per adeguare il telaio alla statura del ciclista e non viceversa; difficilmente assicurano il miglior posizionamento dell’atleta in sella.
Di seguito spieghiamo come la non proporzionalità della pedivella all’altezza del ciclista possa creare alcune problematiche di efficienza di pedalata e di postura:
1) Quando la pedivella si trova nel punto morto superiore (A) l’angolo di compressione femorale è eccessivamente chiuso, obbligando il ciclista ad arretrare con il busto, e al contempo il bacino compie una torsione sulla sella. I flessori dell’articolazione, principalmente l’ileo-psoas e il retto femorale che, con il risalire del pedale dal punto morto inferiore, tendono ad avvicinarsi al loro massimo accorciamento.
2) Quando la pedivella si trova a 90° (B), nel miglior momento di spinta, l’apertura dell’angolo del ginocchio è eccessivamente ridotto pertanto la forza della pedalata è proporzionale all’angolo di spinta.
3) Quando la pedivella è collocata nel punto morto inferiore (C) l’ampiezza dell’angolo del ginocchio è eccessivo, questo determina un eccessivo allungamento del bacino e un conseguente sfregamento sulla sella
4) Il ciclista fatica a mantenere la posizione aerodinamica, e al contempo perde di pressione sui pedali. Questo compromette la postura del ciclista sviluppando delle criticità e quindi dei sovraccarichi che si traducono in dolori e fastidi

Con l’utilizzo di una pedivella proporzionata e di un telaio su misura, entrambi adeguati alle quote del ciclista, si possono osservare le seguenti condizioni:
1) Maggior angolo di apertura dell’anca (A) con un conseguente mantenimento di compressione della schiena in posizione aerodinamica
2) Il telaio su misura consente di adeguare l’altezza della sella e/o di modificare l’altezza del movimento centrale pertanto quando la pedivella si posiziona a 90° rispetto al piano (B) l’apertura dell’angolo della gamba è più favorevole e ha maggiore spinta, quindi maggiore potenza sul pedale, e al contempo le ginocchia sono meno sollecitate
3) Accorciando il diametro (A) della pedalata si produce una miglior frequenza della stessa e quindi una maggior efficienza di spinta
4) Diminuzione della fatica e delle pulsazioni cardiache, e quindi minore stress psicologico

È possibile quindi dimostrare che l’adeguato accoppiamento lunghezza pedivella-altezza ciclista possa assicurare i seguenti benefici:
1) Diminuzione dell’interferenza di contatto tra la ruota anteriore e il piede 2) Incremento dell’angolo di apertura del ginocchio riducendo la pressione sul ginocchio stesso e sul quadricipite, assicurando una maggior qualità di potenza 3) Aumenta frequenza stessa di pedalata 4) Diminuisce la chiusura dell’anca nel punto morto superiore che va a beneficio del mantenimento della postura della schiena e quindi del vantaggio aerodinamico, minor affaticamento della zona lombare 5) Nel punto medio superiore si riduce la flessione dorsale della caviglia, assicurando maggior potenza e meno sovraccarico delle strutture tendinee e muscolari 6) La pedivelle più corta è anche più leggera pertanto si diminuisce l’inerzia 7) La sommatoria degli elementi descritte assicura maggior potenza, redditività di pedalata e un minor affaticamento fisiologico

La variazione della lunghezza delle pedivelle comporta non solo differenze nella posizione della sella, ma la necessità di “riassettare” tutte le quote del telaio. È necessario pertanto modificare proattivamente alcuni elementi del telaio durante la sua produzione affinché il body fitting sia realmente funzionale. Tecnicamente la variazione della lunghezza della pedivella impone di sostituire e modificare alcune macro-specifiche della geometria del telaio:
1) BB Drop (A); la distanza tra il movimento centrale e la retta che unisce i due mozzi delle ruote

2) STACK (B); l’altezza del telaio, dal centro del movimento centrale all’orizzontale proveniente del centro superiore del tubo sterzo

3) SEAT TUBE ANGLE (C) o angolo tubo verticale; questo angolo rappresenta l’inclinazione del tubo verticale e quindi del reggisella a cui è agganciata la sella

L’esperienza Pedemonte nella produzione artigianale di telai in carbonio consente di soddisfare le specifiche di ogni atleta determinando la migliore geometria di produzione. Questa è funzionale all’altezza del ciclista e proporzionale alla lunghezza della pedivella.

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